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19/08/20 CARLO COLOMBO | Baselga di Pinè (TN)

SOPRAVVIVERE AGLI ANNI 20

Manuale per gangster

Produzione: Barbamoccolo scs

Regia: Alberto Barutti

Drammaturgia: Irene Silvestri

Musiche originali C. Colombo, A.Barutti

Con Alberto Barutti, Irene Silvestri, Filippo Tantino, Carlo Colombo, Marco Ferrari

 

Gli anni ‘20 erano quelli di Al Capone, delle sparatorie tra bande di gangster e dei fumosi club dove spesso, come nel film, qualcuno moriva a ritmo di claquette. Ma erano anche gli anni dell’old jazz, delle donne con il caschetto e i cappellini a cloche, dei primi abiti corti, con la vita bassa e la gonna plissettata, delle grosse Ford dalle quali scendevano le ingioiellate signore che si recavano a ballare il charleston.

All’interno di un caratteristico Coton’s club, a serrande abbassate, si svolge questa paradossale e divertente vicenda caratterizzata dalle musiche originali composte per l’occasione da Carlo Colombo e Alberto Barutti, dal sottile umorismo di Filippo Tantino, dalle freddure noir di Merk Ferrari e dalla brillante verve di Irene Silvestri.

Dopo l’arresto del loro boss, la ragazza del capo e tre membri della banda sono a pianificare il colpo che permetta loro di pagare la cauzione del recluso e di fuggire oltreconfine con il malloppo.

Il provvidenziale arrivo di un aspirante aiuto cuoco fornirà loro la possibilità di avere una pedina da sacrificare per la salvezza di tutti… ma si sa, il lavoro del gangster richiede tecnica e pratica, e quello di chef pure: la perfetta ricetta per un equivoco con i fiocchi!

Il rapporto con il pubblico e l’empatia che contraddistingue lo stile teatrale di Barbamoccolo permetteranno una rappresentazione agile, coinvolgente e allo stesso tempo elegante.

La sceneggiatura permette di avere uno spettacolo modulare in grado di intrattenere sia un pubblico da serata teatrale convenzionale, che in contesti diversi: piazze estive, hotel, ristoranti, sale congressi, feste aziendali.

Note di regia:

Uno spettacolo così è un’occasione per divertirsi e riscoprire tutta quella semplicità nel gioco, nel divertimento e nella buona musica.

L’idea di questo spettacolo in realtà è stato quello di combinare tutte le arti delle maestranze che fanno parte del cast: abbiamo attori che cantano e musicisti che recitano…. un po’ tutto quello che serve per trovarsi continuamente fuori luogo. Penso che la cosa divertente nel vedere un attore in scena sia riscoprire in quell’attore il disagio che abbiamo noi nel non trovarsi mai nel posto giusto al momento giusto.

La componente musicale è la metà più uno di tutto lo spettacolo; tutti i pezzi sono originali e la chiave musicale è un’interpretazione degli anni Venti inequivocabile. L’iconografia è così chiara che diventa una via d’accesso immediata nello spettacolo